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Si alzò e andò in fretta!

manifesto 2015 16

Flash di Vita Associativa

WAKE UP - A noi la Parola

13124436 10209362663002573 2597960445488576581 nIl cammino della Quarta fase, quest’anno, ci vedrà come Azione cattolica dei ragazzi della Diocesi di Napoli impegnati nel percorso nazionale “A noi la Parola”.

Questo percorso nasce dal desiderio di voler sempre più mettere al centro e sollecitare in noi adulti una riflessione attenta e seria sul mondo dei ragazzi, una riflessione che accompagni gli educatori ad approfondire, comprendere e soprattutto leggere i sogni più veri e più alti del cuore dei piccoli in un contesto sociale, che con i suoi cambiamenti e le sue “nuove” strutture, ci invita a capire come possiamo accogliere la Parola, tradurla e testimoniarla alle generazioni future. La Chiesa italiana si è sempre interrogata e si lascia ogni giorno interrogare molto dalle sfide dell’annuncio di fede nel mondo, e la Dottrina Sociale della Chiesa è proprio il frutto di una riflessione orientata a leggere il progetto di Dio nella società, nella cultura, nell’economia, nelle nostre vite. Gli ambienti quotidianamente abitati, come la famiglia, l’educazione, la scuola, il creato, la città, il lavoro, i poveri e gli emarginati, l’universo digitale e la rete, sono diventati per tutti noi quelle “periferie esistenziali” che s’impongono all’attenzione della Chiesa italiana quale priorità in cui operare il discernimento e vivere la missione.

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Da dove viene la violenza?

“Da dove viene la violenza? Perché mai si verifica cosi spesso quell’adagio che l’uomo è davvero lupo per l’altro uomo?”
Antonio Bello; Dissipare l’ombra di Caino – Appunti sulla nonviolenza

La domanda di Don Tonino sorge spontanea ogni volta che qualcuno ci provoca dolore, che sia fisico o mentale.

Ed è un quesito che, sicuramente, si fa più urgente man mano che ci si avvicina alla Giornata della Memoria. Infatti, come ogni anno il 27 Gennaio - che rimanda a quel 27 gennaio del 1945, quando fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz - vengono commemorate le vittime dell’Olocausto, il genocidio perpetrato dalla Germania nazista nei confronti di Ebrei ed altre minoranze (etniche e religiose) durante la seconda guerra mondiale.

Non è da escludere che ormai in molti si saranno stufati di leggere o sentire le ennesime cronistorie riguardanti leggi razziali e campi di concentramento (con dettagliate descrizioni di esperimenti, torture e violenze di vario genere annesse) ma purtroppo nessuno scappa dalla programmazione televisiva che annualmente ripropone film e dibattiti riguardo l’argomento, né pare che il mondo abbia intenzione di smettere di produrre materiale sull’argomento, fra film, libri e serie tv.  
Ma perché continuare a ricordare? Perché dovrebbe interessarci qualcosa che a stento i nostri nonni ricordano? Perché farlo ogni anno?

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Flash dalle Rubriche

Misericordia per il Natale

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Il Natale è Misericordia: è la Misericordia di Dio nei confronti dell’umanità, che si rivela nell’Incarnazione e rende ragione del principio fondativo di ogni discorso sociale e di ogni azione cristianamente intesa, vissuta ed operata nella Carità, per la costruzione del Bene Comune.
Con il Natale l’uomo non ha più scappatoie, non può non più vedere in chi gli è difronte l’immagine vivente di Dio stesso: un uomo che riceve «una incomparabile ed inalienabile dignità» e che diventa la via privilegiata da percorrere. L’uomo diventa più uomo nella misura in cui si rende consapevole di questa dignità e la riconosce e la concretizza nella relazione con chiunque «prossimo o lontano, conosciuto o sconosciuto, e soprattutto nel povero e nel sofferente» (cf. CDSC, 105).

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Flash dai Focus

Abitare, una delle cinque vie verso l'umanità nuova

logodi Giuseppe Irace*

“Abitare” è una delle cinque tracce del Convegno di Firenze. “Abitare” rinvia subito all’incarnazione ( “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”). Il contenuto della traccia è riferito alla cittadinanza attiva e all’impegno politico.

La politica è quell’impegno per il quale Papa Francesco ci ha detto che è un “obbligo per un cristiano immischiarsi”. Più in dettaglio: “Coinvolgersi nella politica è un obbligo per un cristiano. Noi cristiani non possiamo giocare da Pilato, lavarci le mani.
Dobbiamo immischiarci nella politica, perché la politica è una delle forme più alta della carità perché cerca il bene comune. I laici cristiani devono lavorare in politica. Lei mi dirà: non è facile.

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Annunciare, una delle cinque vie verso l'umanità nuova

logodi Francesco Del Pizzo*

Annunciare cosa? Annunciare chi? Dove annunciare?
Nell’imminenza del convegno ecclesiale di Firenze (9-13 novembre 2015), una delle cinque vie scelte per la riflessione e l’azione socio-pastorale dalla Chiesa Italiana per i prossimi anni, corrisponde al verbo annunciare.
Verbo che segue quello di uscire e precede quello di abitare: ad indicare un moto ed una dimensione tipica di un umanesimo incarnato «che offre risposte concrete alle sfide odierne», orientato verso la concretizzazione e la sintesi dinamica tra verità e vissuto (cf. traccia per il cammino verso Firenze In Gesù Cristo il nuovo umanesimo).

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