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Ambiente
“Crisi ambientale”. “Situazione sempre più grave”. “La Campania è in sala di rianimazione”. Questi sono solo alcuni dei titoli che riempiono intere pagine di cronaca dei quotidiani locali da alcuni mesi. Si riferiscono all’emergenza rifiuti, un disastro che nelle nostre città è davanti agli occhi di tutti e che sta assumendo dimensioni catastrofiche. Di chi è la responsabilità? Certamente si tratta di un disastro frutto di politiche locali che, nel nostro territorio, per decenni sono state poco attente ai temi ecologici e alla salvaguardia dell’ambiente o che hanno prodotto risultati insufficienti. Ma, questo disastro ambientale - come anche l’inquinamento atmosferico o dei corsi d’acqua o dei chilometri e chilometri di coste marine - è frutto anche di stili di vita consumistici e sistemi produttivi, per nulla rispettosi del creato. Creato che Dio affida all’uomo insieme al compito di tutelarne l’armonia e lo sviluppo. Viceversa, disporre arbitrariamente della terra, abusarne, sfruttarne sconsideratamente le risorse, ritenendole erroneamente inesauribili, significa minacciarne il futuro, distruggere la dimora dell’uomo.
Allora, mentre sono urgenti scelte politiche che risolvano l’attuale emergenza rifiuti e affrontino alla radice il problema ambiente, è altrettanto indispensabile inaugurare nuovi stili di vita ispirati a criteri di sobrietà, alla temperanza, all’autodisciplina. Così come è necessario uscire dalla mera logica del consumo e promuovere forme di produzione industriale e agricola rispettose dell’ordine della creazione.
Diversamente, quale terra lasceremo in eredità alla future generazioni?