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Tutto quanto aveva per vivere

ac manifesto 2017 18

WAKE UP - A noi la Parola

13124436 10209362663002573 2597960445488576581 nIl cammino della Quarta fase, quest’anno, ci vedrà come Azione cattolica dei ragazzi della Diocesi di Napoli impegnati nel percorso nazionale “A noi la Parola”.

Questo percorso nasce dal desiderio di voler sempre più mettere al centro e sollecitare in noi adulti una riflessione attenta e seria sul mondo dei ragazzi, una riflessione che accompagni gli educatori ad approfondire, comprendere e soprattutto leggere i sogni più veri e più alti del cuore dei piccoli in un contesto sociale, che con i suoi cambiamenti e le sue “nuove” strutture, ci invita a capire come possiamo accogliere la Parola, tradurla e testimoniarla alle generazioni future. La Chiesa italiana si è sempre interrogata e si lascia ogni giorno interrogare molto dalle sfide dell’annuncio di fede nel mondo, e la Dottrina Sociale della Chiesa è proprio il frutto di una riflessione orientata a leggere il progetto di Dio nella società, nella cultura, nell’economia, nelle nostre vite. Gli ambienti quotidianamente abitati, come la famiglia, l’educazione, la scuola, il creato, la città, il lavoro, i poveri e gli emarginati, l’universo digitale e la rete, sono diventati per tutti noi quelle “periferie esistenziali” che s’impongono all’attenzione della Chiesa italiana quale priorità in cui operare il discernimento e vivere la missione.

Anche i più piccoli, i bambini e i ragazzi dell’Acr, possono avere spazi e luoghi per potersi lasciare interpellare “a loro misura” dalle intuizioni che Papa Francesco ha scritto nell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Desideriamo infatti che anche loro possano, non solo guardare con occhi grati le loro comunità e accoglierne bellezza, ma possano anche vivere e fare esperienza della Chiesa che sogna Papa Francesco, una Chiesa sempre “in uscita” che vive la sua missione con e per il suo popolo. In questo percorso abbiamo allora scelto di lasciarci accompagnare da 5 espressioni dell’Evangelli Gaudium, che crediamo possano illuminare il cammino che i ragazzi vivranno in questo anno. Desideriamo che in questi mesi, durante i quali si impegneranno a sperimentare la grandezza della misericordia di Dio nel loro cammino ordinario, possano comprendere come, a partire dalla famiglia, dalla cura del creato e dalla partecipazione alla vita delle loro città, possano essere guidati dall’orizzonte e dallo stile che questi verbi disegnano.  

PRENDERE L’INIZIATIVA, COINVOLGERSI, ACCOMPAGNARE, FRUTTIFICARE e FESTEGGIARE orientano così l’itinerario che i bambini e i ragazzi dell’Acr vivranno e che li aiuterà ad interrogarsi su come possono anche loro ogni giorno costruire una Chiesa bella dove crescere sperimentando la bellezza di essere amati, e per questo lasciarsi condurre dall'amore che non può non portare frutti di bene e di lode. Infatti, come afferma Papa Francesco: «La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano. “Primerear – prendere l’iniziativa”: vogliate scusarmi per questo neologismo. La comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore (cfr. 1Gv 4,10), e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva. Osiamo un po’ di più di prendere l’iniziativa! Come conseguenza, la Chiesa sa “coinvolgersi”. Gesù ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Il Signore si coinvolge e coinvolge i suoi, mettendosi in ginocchio davanti agli altri per lavarli. Ma subito dopo dice ai discepoli: «Sarete beati se farete questo» (Gv 13,17). La comunità evangelizzatrice si mette mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all’umiliazione se è necessario, e assume la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo. Gli evangelizzatori hanno così “odore di pecore” e queste ascoltano la loro voce. Quindi, la comunità evangelizzatrice si dispone ad “accompagnare”. Accompagna l’umanità in tutti i suoi processi, per quanto duri e prolungati possano essere. Conosce le lunghe attese e la sopportazione apostolica. L’evangelizzazione usa molta pazienza, ed evita di non tenere conto dei limiti. Fedele al dono del Signore, sa anche “fruttificare”. La comunità evangelizzatrice è sempre attenta ai frutti, perché il Signore la vuole feconda. Si prende cura del grano e non perde la pace a causa della zizzania. Il seminatore, quando vede spuntare la zizzania in mezzo al grano, non ha reazioni lamentose né allarmiste. Trova il modo per far sì che la Parola si incarni in una situazione concreta e dia frutti di vita nuova, benché apparentemente siano imperfetti o incompiuti. Il discepolo sa offrire la vita intera e giocarla fino al martirio come testimonianza di Gesù Cristo, però il suo sogno non è riempirsi di nemici, ma piuttosto che la Parola venga accolta e manifesti la sua potenza liberatrice e rinnovatrice. Infine, la comunità evangelizzatrice gioiosa sa sempre “festeggiare”. Celebra e festeggia ogni piccola vittoria, ogni passo avanti nell’evangelizzazione. L’evangelizzazione gioiosa si fa bellezza nella Liturgia in mezzo all’esigenza quotidiana di far progredire il bene. La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale è anche celebrazione dell’attività evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi». (PAPA FRANCESCO, Evangelii Gaudium, 24) 

Partendo in particolare da questa riflessione, ci piace pensare che anche i bambini e i ragazzi possono confrontarsi, esprimere le loro idee e prendere la parola.

A NOI LA PAROLA esprime quindi: il desiderio dei piccoli di essere protagonisti, di raccontare i sogni che custodiscono, di condividere i progetti che vogliono mettere in campo per costruire una “Civiltà dell’Amore”; l’occasione per loro di riflettere sull’importanza del creato, dono di Dio, su come scoprirsi suoi custodi rispettandone l’ordine, la bellezza e l’utilità degli esseri viventi; la riscoperta della famiglia come luogo dove viene accolta la vita, creata da Dio, come spazio di comunione e di formazione anche sociale della persona; l’impegno che i piccoli possono prendere nelle scelte e nei progetti che danno senso alla vita a livello sociale, nelle comunità in cui vivono, per la costruzione del bene comune. 

Abbiamo scelto di farci accompagnare in questo percorso dalla canzone di Rocco Hunt presentata allo scorso Sanremo, Wake up. La musica appartiene ai ragazzi, è parte del loro mondo, è un linguaggio che loro usano, che a loro arriva. “Wake up” lo vogliamo leggere come un invito a svegliare i nostri e i cuori dei bambini e dei ragazzi che ci sono affidati, ad accompagnare i ragazzi della nostra amata Diocesi a ridestarsi per costruire quel giorno in cui saremo felici, che speriamo non sia lontano, perché non dimentichiamo mai le nostre radici, perché in questa terra c’è scritto chi siamo! Allora, wake up, guagliù, scetammece che l’aria è doce. Perché ogni giorno che abbiam perso forse non ritornerà.

 Wake up - sussidio