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Rallegratevi ed esultate

ManifestoUnitario2016 17

Movimenti

L'Ac di Napoli pronta a mettersi in "movimento"!

scritta1di Roberta Mastrolonardo, Ivan Esposito, Nicola Campanile 

 

Assumersi una responsabilità oggi giorno è un grande atto di coraggio. Rispondere ad una chiamata comporta impegno, dedizione, sacrificio, pazienza e tempo. E ci dà grande gioia vedere uomini e donne che con fiducia scendono in campo per rendere bella la chiesa italiana e napoletana. Ivan Esposito e Nicola Campanile con una piccola ma importante equipe di collaboratori, amici e soci di Azione Cattolica, hanno detto il loro -sì-! Il 20/11/2016 e il 20/01/2017 si sono svolti a Napoli, dopo numerosi anni di stop, i congressi MSAC e MLAC (Movimento studenti di AC e Movimento Lavoratori di AC), movimenti di studenti e lavoratori che nascono come costola dell’Azione Cattolica e declinano l’impegno di AC nella vita quotidiana, promuovendo iniziative di valorizzazione del territorio e stimolando la chiamata alla santità di ciascuno, attraverso attività di viva partecipazione al mondo, uno spazio da abitare, come cristiani, con consapevolezza ed interesse. Inizia allora questa nuova pagina della bella storia dell’Ac di Napoli.

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Da dove viene la violenza?

“Da dove viene la violenza? Perché mai si verifica cosi spesso quell’adagio che l’uomo è davvero lupo per l’altro uomo?”
Antonio Bello; Dissipare l’ombra di Caino – Appunti sulla nonviolenza

La domanda di Don Tonino sorge spontanea ogni volta che qualcuno ci provoca dolore, che sia fisico o mentale.

Ed è un quesito che, sicuramente, si fa più urgente man mano che ci si avvicina alla Giornata della Memoria. Infatti, come ogni anno il 27 Gennaio - che rimanda a quel 27 gennaio del 1945, quando fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz - vengono commemorate le vittime dell’Olocausto, il genocidio perpetrato dalla Germania nazista nei confronti di Ebrei ed altre minoranze (etniche e religiose) durante la seconda guerra mondiale.

Non è da escludere che ormai in molti si saranno stufati di leggere o sentire le ennesime cronistorie riguardanti leggi razziali e campi di concentramento (con dettagliate descrizioni di esperimenti, torture e violenze di vario genere annesse) ma purtroppo nessuno scappa dalla programmazione televisiva che annualmente ripropone film e dibattiti riguardo l’argomento, né pare che il mondo abbia intenzione di smettere di produrre materiale sull’argomento, fra film, libri e serie tv.  
Ma perché continuare a ricordare? Perché dovrebbe interessarci qualcosa che a stento i nostri nonni ricordano? Perché farlo ogni anno?

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