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Costituzione italiana
di Giuseppe Bottalico
A qualcuno può sembrare strano che la Costituzione italiana faccia parte dell’alfabeto sociale dei cattolici, eppure ne costituisce, a mio parere, una parte significativa. Autorevoli Presidenti della Repubblica hanno invitato i giovani a diventare “patrioti” della Costituzione, altri hanno paragonato la stessa ad una “Bibbia civile”, io, che mi definisco un semplice innamorato della Costituzione italiana, la definirei un primo tentativo di compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. La mia affermazione è un po’ forte - d’altra parte tutti gli innamorati sono eccessivi – ma fondata su una lettura attenta dei suoi articoli. Per fare un esempio il concetto di persona ritorna ben 22 volte contro quella di individuo che è espresso solo 2 volte. Scorrendo poi il testo costituzionale si può leggere che in modo esplicito (art 2) o implicito (art 5) ritornano i valori della sussidiarietà, della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio (art. 29), della solidarietà come atteggiamento rivolto all’eliminazione delle barriere al pieno sviluppo della persona (art. 3) quello del lavoro come vocazione dell’uomo (art. 4). Personalismo, sussidiarietà, solidarietà. Famiglia, lavoro: non sono questi i cardini della Dottrina sociale della Chiesa? I padri costituenti attraverso un lavoro di studio, elaborazione e mediazione culturale scrissero nel testo costituzionale questi principi che sono immodificabili e che costituiscono un programma per l’attività legislativa, noi invece, “indegni” eredi, siamo indifferenti al patrimonio della Costituzione italiana. Il 1° gennaio la Costituzione italiana ha compiuto 60 anni, chi se ne accorto? Se la TV di Stato dedica uno solo approfondimento sulla Costituzione dopo le ore 23.00, mentre in prima serata trasmette dei format banali e poco educativi, e questo non genera scandalo ed indignazione nei cristiani, non possiamo poi lamentarci che i cosiddetti “valori non negoziabili” non fanno più parte del patrimonio comune. Questo patrimonio lo stiamo sperperando!
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