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GLOBALIZZAZIONE
Titty Amore
Sul fenomeno della globalizzazione c’è un dibattito che va crescendo nel tempo, perché esso comporta mutamenti sociali che toccano la vita quotidiana di ciascuno e, come affermato da Giovanni Paolo II, “alimenta nuove speranze, ma origina anche inquietanti interrogativi”. Il termine globalizzazione pur indicando l’insieme dei rapporti economici, finanziari, sociali, culturali, spirituali…., che stanno diventando patrimonio comune dell’umanità, sta soprattutto ad indicare il notevole sviluppo dell’economia, ma in particolare della finanza, sotto la spinta della diffusione e dell’utilizzo delle tecnologie informatiche. Alcuni connotati di questa globalizzazione sono sicuramente molto positivi: siamo continuamente in contatto con chi vogliamo in qualunque posto del mondo ed è annullato lo spazio-tempo. La globalizzazione è sicuramente vedere tanta gente, di tante etnie diverse che camminano, si relazionano, per le strade delle nostre città e di quelle di tutto il mondo, ma va oltre: da un lato produce una ricchezza accelerata e dall’altro un’emarginazione come mai prima d’ora, infatti l’espansione della ricchezza nei paesi ricchi e l’aumento del divario nei paesi poveri è uno dei problemi più rilevanti del nostro tempo, tanto che la globalizzazione rischia di divenire una nuova forma di colonialismo, che non rispetta le diversità delle culture , delle credenze, dei costumi.
Una divisione tra ricchi e poveri c’è sempre stata nella storia, ma quello che è cambiato oggi è l’accelerazione nella crescita delle disuguaglianze, sia nei paesi avanzati che in quelli in via di sviluppo. Il magistero inerente a tale tematica è abbastanza ampio, ma pare urgente soprattutto rendere operante l’indicazione di Giovanni Paolo: “la globalizzazione è oggi un fenomeno presente ormai in ogni ambito della vita e degli uomini, ma è fenomeno da governare con saggezza. Occorre globalizzare la solidarietà”. Una solidarietà adeguata all’era della globalizzazione richiede la difesa dei diritti umani. Non possiamo ignorare temi quali il rispetto dei diritti dei più poveri, della pace, le questioni dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, di un commercio solidale, la centralità delle relazioni interpersonali necessarie per uno sviluppo a misura d’uomo. Tutto ciò, come affermato nella Centesimus annus, necessita di una grande opera educativa e culturale. Se questi temi toccano la vita dei cristiani, la parrocchia e la diocesi sono gli ambiti ordinari in cui educare informando, formando, celebrando e agendo; occorre che le stesse problematiche trovino sempre più spazio e attenzione anche nella programmazione parrocchiale e diocesana, ad esempio a partire dalle proposte per la formazione dei catechisti, degli operatori pastorali, Caritas, negli itinerari formativi delle associazioni e movimenti, nelle omelie, nelle attività formative dei ragazzi, dei giovani e degli adulti.