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Human person
di Vito Gurrado
Rieccoci con il nostro ormai consueto appuntamento con l’alfabeto sociale; per chi si fosse perso le precedenti parole, siamo giunti alla lettera “H”. Per superare la difficoltà di trovare termini in lingua italiana che cominciano con questa lettera e che rimandano a temi di interesse sociale, siamo ricorsi ad un piccolo sotterfugio (che ci perdonerete…), chiedendo aiuto alla lingua inglese: e quindi oggi ci occuperemo di human person.
Oggi si fa un gran parlare della persona umana; praticamente non c’è questione di qualsivoglia natura ed ambito che non abbia ripercussioni sulla persona umana.
Nel merito, ci soffermeremo brevemente sulla relazione esistente tra sviluppo e persona umana; più precisamente, si tratta di stabilire se la crescita e il progresso economico, sociale e scientifico (per limitarci solo ad alcuni dei possibili campi di osservazione) debbano o meno fare i conti con la persona umana. Pur consapevoli che la tematica meriterebbe ben altro spazio di riflessione, cercheremo comunque di fornire un modesto contributo.
Ci riferiremo, come sempre, alla dottrina sociale della Chiesa.
Il principio del bene comune, e in questo caso di bene comune universale, ci sembra sia quello che meglio si adatti a fare da collante fra gli elementi considerati.
Questo principio esige che la società globale si organizzi in modo tale che ogni uomo possa realizzare al meglio le sue potenzialità. E la realizzazione personale dipende dall'impegno di tutti a cercare, appunto, il bene comune. Infatti, lo sviluppo del quale parliamo - quello sostenibile, considerato come componente dello sviluppo umano integrale - deve riguardare tutti, per il presente e per il futuro. In questa universalità c'è una preminente radice etica. Essa si fonda sul principio della eminente dignità di ogni persona umana, per cui "si tratta di costruire un mondo in cui ogni uomo, senza esclusioni di razza, di religione, di nazionalità, possa vivere una vita pienamente umana, affrancata dalle servitù che gli vengono dagli uomini e da una natura non sufficientemente padroneggiata" (Populorum progressio, 47).