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Nonviolenza

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Nonviolenza
Antonio Spagnoli



Il magistero di Giovanni Paolo II offre un contributo ampio e ricco all’etica sociale in tema di pace e nonviolenza. In sintesi, il grande Pontefice condanna la guerra e la violenza, da qualunque parte queste provengano e per qualunque motivazione si tenda a legittimarle, e apprezza il nobilissimo principio della nonviolenza. Il traguardo della pace, scrive nell’enciclica Sollicitudo rei socialis, al n. 39, «sarà certamente raggiunto con l’attuazione della giustizia sociale e internazionale, ma anche con la pratica delle virtù che favoriscono la convivenza e ci insegnano a vivere uniti».

Tra le vie per realizzare la pace e rendere concreto il no alla guerra, nella Centesimus annus indica la promozione dello sviluppo economico-sociale di tutti i popoli e di un nuovo ordine economico internazionale che superi strutture di peccato e idolatrie di profitto, la correzione e rifondazione delle istituzioni internazionali e la conversione e l’educazione delle coscienze ad una cultura di pace, di solidarietà e reciproca comprensione.

Per quanto concerne la nonviolenza, la Centesimus annus è tutta permeata dall’idea che i conflitti non debbano mai essere risolti con la forza, ossia con la violenza. «Gli uomini - scrive il Pontefice al n. 23 - imparino a lottare per la giustizia senza violenza».

La nonviolenza, dunque, come grande forza a disposizione dell’umanità e regola per la convivenza civile che consente davvero di costruire la pace. È lo stile di vita di chi ha amore per la vita e non di chi ha paura dell’altro: il nonviolento è un coraggioso perché affronta l’odio con l’amore, la menzogna con la verità. «Chi ama la pace, - scrive don Tonino Bello - ha il coraggio di dire come stanno le cose».

Il nonviolento è un coraggioso che sa affrontare il male con il bene e la violenza con il perdono.

La pace, che è conquista, cammino, impegno, «è soprattutto dono che viene dall’alto». Il ruolo degli operatori di pace – scrive ancora don Tonino Bello - è «quello di non respingere il dono al mittente».


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