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Tutto quanto aveva per vivere

ac manifesto 2017 18

Parole, gesti e silenzi: la “ricetta” segreta.

di S.E. mons. Lucio Lemmo*

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“Dio, il nostro Dio, è un Dio delle parole, è un Dio dei gesti, è un Dio dei silenzi.” Queste le parole di Papa Francesco che riecheggiano ancora nel cuore dei giovani napoletani dopo la Sua visita  il 21 Marzo scorso.

Questa la risposta donata in seguito alla domanda di una giovane che chiedeva in che modo, per i giovani di Napoli potesse essere possibile conciliare i valori cristiani con il mondo dilaniato da innumerevoli piaghe e come poter essere, in esso, portatori di speranza.

L’anno pastorale della vita della Diocesi è stato incentrato sul tema, “Dar da mangiare agli affamati” e, il messaggio del Papa non fa che arricchire questo bisogno. La strada è stata tracciata, adesso bisogna seguire la “ricetta”  ed  impastare al meglio gli ingredienti delle parole, dei gesti e dei silenzi di Dio.

E’ necessario passare così alle azioni concrete. Proprio come il Papa suggerisce e in che modo? Ciascuno, sicuramente, avrà un modo diverso dall’altro ma è indispensabile imparare a conoscere e riconoscere i momenti in cui, nella vita, è importante parlare, agire o rimanere in silenzio.

La vita insegna a tutti, giovani e meno giovani, ad essere uomini del correre, del tutto e subito, che vivono senza pensare, presi dalla fretta, dal consumare emozioni e passioni.

Nella risposta del Papa è possibile delineare un percorso, un itinerario di fede e di vita:

Parlare: è l’invito ad avere il coraggio di dire la propria anche quando questa rischia di rompere degli equilibri nel rapporto con gli altri. Parlare per condividere non per prevalere. Parlare per comunicare quello che si ha dentro. A volte anche attraverso momenti difficili e di conflitto, ma che non tralascino mai di essere momenti di comunione e di crescita.

Agire: è, invece, la capacità di comprendere che in ogni gesto è celato un messaggio e che, il nostro corpo, il nostro fare diventa, se autentico, lo specchio del nostro essere. Agire per primi, senza aspettare che lo faccia qualcuno prima di noi e comprendere che crescere, non significa smettere di giocare ma imparare, soprattutto, a mettersi in gioco, sporcarsi le mani mantenendo un cuore pulito.

Rimanere in silenzio: il segreto della scoperta del proprio cuore risiede nel silenzio che diventa, così, la sintesi delle parole e delle azioni delle nostre giornate. Rimanere in silenzio per permettere al frastuono dell’anima di cercare la verità, quella che, spesso, fa male ma che è l’unica che può fa riprendere la via del bene; quella verità che molte volte si cela alla risposta immediata, e che poi arriva nell’abbandono fedele all’amore di Dio.

Riscoprire il silenzio imparando ad ascoltare di più l’altro che, non solo ha bisogno di parlare, ma ha, soprattutto, bisogno di sapere che c’è qualcuno che lo ascolti e lo ami così come è, e per quello che vive in quel momento.

La ricetta non è semplice ma si può tradurre nell’acronimo della parola A.M.A. : Ascolta la Parola e le parole, Medita nel silenzio, Agisci per la speranza e per l’unità.

*vescovo ausiliare di Napoli