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Tutto quanto aveva per vivere

ac manifesto 2017 18

Anche a Scampia, andare avanti con speranza

Papa a Scampia 1

 

di Stella De Matteo*

Chi ci vive, chi ci lavora sa come funziona. Quando le volanti della polizia vanno e vengono, sorvegliano, perlustrano, quando gli elicotteri girano, scrutano, quando perfino gli agenti appiedati fermano, identificano, bisogna stare molto attenti, qualcosa è accaduto: sparatoria?? Uccisione?? Fuga?? Rapina?? Pura follia??   

Questa volta  niente di tutto ciò !!!!

Solo SPERANZA, tanta speranza, speranza del cambiamento, dell’Amore che rinnova, delle promesse mantenute, dell’incontro che salva… Così il cuore dei giovani, meno giovani ma soprattutto dei bambini ha accolto il Santo Padre a Scampia.

I bambini a scuola, preparandosi alla venuta del Papa scrivono:

L’amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria (Susi, 8 anni). 

Quando qualcuno ci ama, il modo che ha di dire il nostro nome è diverso.
Sappiamo che il nostro nome è al sicuro in quella bocca (Carlo, 7 anni).

Tutti noi abbiamo bisogno di sperare e di credere nell’Amore, ma i bambini ancor di più ne hanno  diritto, diritto di conoscere l’altra faccia della medaglia, diritto di scoprire le bellezze del creato, diritto di sentirsi amati, diritto di vivere in modo dignitoso e quando questi diritti vengono meno per un motivo o per un altro noi adulti, noi educatori abbiamo il dovere di non arrenderci, di puntare sempre in alto, di sostenere, di accompagnare.

“Mai arrendersi al male” ha ripetuto Papa Francesco, chi guadagna qualcosina ma ruba la speranza, ruba a se stesso e a tutti, a tanta gente onesta e laboriosa, e anche alla buona fama della città, alla sua economia", ricordando che la speranzaè "un grande patrimonio, una leva dell'anima, tanto preziosa".

Grazie  a nostra Santità per le sue parole, per averci incoraggiato ad andare avanti con SPERANZA per averci ricordato che "anche se non è mai stata facile, la vita a Napoli non è mai stata triste!  

È questa la nostra grande risorsa. Il cammino quotidiano in questa città, produce, infatti,  una cultura di vita che aiuta sempre a rialzarsi dopo ogni caduta, e a fare in modo che il male non abbia mai l'ultima parola".

Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio, in una società che fatica a trovare punti di riferimento, dice Bergoglio , è necessario che i giovani trovino nella scuola un riferimento positivo. Essa può esserlo o diventarlo se al suo interno ci sono insegnanti capaci di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura, senza ridurre tutto alla sola trasmissione di conoscenze tecniche, ma puntando a costruire una relazione educativa con ciascuno studente, che deve sentirsi accolto ed amato per quello che è con tutti i suoi limiti e le sue potenzialità.

Per trasmettere contenuti è sufficiente un computer, per capire come si ama, quali sono i valori, e quali le abitudini che creano armonia nella società ci vuole un buon insegnante".

Noi educatori  incoraggiamo a superare momenti di difficoltà, ad avere fiducia in noi stessi e nei nostri compagni, sia nei momenti di delusione e smarrimento sia in quelli di gioia e di successo.

E quale migliore insegnamento se non la testimonianza cristiana. Il Papa con la sua testimonianza invita tutti noi cristiani ad essere insegnanti di vita e di cristianità; ognuno di noi con i piccoli gesti quotidiani e con la propria onestà, con umiltà e senza clamori, testimonia e insegna che c’è una via di amore e bontà che ci permette di “non arrendersi al male” e di andare avanti con dignità giorno dopo giorno nella grazia di Dio.

*insegnante Scuola Primaria Quartiere Masseria Cardone