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Tutto quanto aveva per vivere

ac manifesto 2017 18

Il Papa a Napoli

L'essenziale da porre nel nostro quotidiano

di Paolo Di Palma*

L'annuncio della visita di Papa Francesco a Pompei ci ha colto abbastanza di sorpresa. Negli ultimi dieci anni avevamo già avuto la gioia di avere con noi, per ben due volte, i suoi predecessori. papa pompeiIl cammino di preparazione ha visto le comunità raccolte in momenti di riflessione e preghiera per essere pronte ad accogliere il messaggio che Sua Santità avrebbe voluto dedicarci, ma Papa Francesco ha saputo sorprenderci ancora una volta. Chi si aspettava un messaggio, un discorso formato di parole è rimasto deluso. Vivendo l'intenso momento di preghiera ai piedi di Maria si è potuto comprendere il vero senso della venuta a Pompei.

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Tra coerenze e fiducia, Papa Francesco a Napoli

       di Francesco Del Pizzo*

Papa Francesco a Napoli. Un evento atteso, preparato, sentito come non mai dalla cittadinanza e dalla chiesa partenopea per il valore, ma soprattutto la testimonianza che l’uomo Bergoglio porta alla città, per il “valore enorme, incommensurabile sul piano morale, spirituale e umano” che porta con sé, come più volte ribadito dal cardinale Sepe.del pizzo

Questa visita ci aiuta a riflettere sul senso di due termini: coerenza e fiducia, che sono l’essenza del cristianesimo, che non ha motivo di esistere senza testimonianza e di un’appartenenza, quella alla chiesa come ad ogni altra istituzione, che trova il suo motivo nella capacità di generare fiducia, altrimenti definibile come speranza, cioè di inserirsi nel cammino dell’uomo con spirito di servizio e di dedizione.

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Papa Francesco a Napoli: una direzione chiara, quella della speranza!

di don Pasquale Incoronato* 

 

don pasquale incoronatoLa visita di papa Francesco a Napoli è stata preparata e attesa, non solo nei dettagli organizzativi, ma anche nei suoi aspetti ecclesiali e pastorali. Le parole e i gesti della lunga giornata napoletana sono stati tantissimi, e bene si sono inseriti nel solco dell’attesa. Ognuno si è sentito rappresentato e coinvolto anche se da lontano. Ad ognuno il Papa ha fatto arrivare le sue parole, le sue frasi e i suoi gesti.

Ha parlato al cuore e alla vita di ciascuno, anche dei non credenti.

L’attesa della visita del Papa è stata laboriosa ed intensa, ma anche una palestra di comunione e di sinergia tra tante realtà all’interno della vita della nostra chiesa di Napoli. Ci ha insegnato a stare insieme. Da novembre dello scorso anno fino alla veglia di preghiera in attesa del Papa, abbiamo vissuto un itinerario ricco di speranza e di proposte che vanno nella direzione di una nuova primavera dello Spirito per Napoli e le nostre città.

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Grazie, Santità!

di don Maurizio Patriciello*

don patricielloCarissimo Santo Padre,

con il cuore ancora in subbuglio per le emozioni accumulate nella giornata di sabato, veniamo a dirti grazie. Vogliamo, noi preti e consacrati campani, esprimerti tutto l’ affetto e la riconoscenza di cui siamo capaci per l’ incontro che ci hai regalato nel Duomo di Napoli. Con semplicità sei sceso nelle pieghe dei nostri animi sacerdotali. Ottimo maestro di spirito, hai voluto confermare i giusti, infondere speranza agli sfiduciati, rimettere in carreggiata chi rischiava di smarrirsi. Quanta grazia. La tua parola, autorevole e pacata, è rimbombata tra le arcate per finire dritta nei nostri cuori. “Il Papa della Primavera”: è così che ti ricorderemo. Hai fatte tue le ansie, le sofferenze, le speranze della Chiesa partenopea. Hai voluto parlarci a braccio, come si fa coi figli, rinunciando al discorso preparato in precedenza. Lo hai fatto, come al solito, ricorrendo a una di quelle battute che ti rendono simpatico a tutti, credenti e non credenti: «I discorsi annoiano…».

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Il dietro le quinte di Papa Francesco a Napoli

Intervista a mons. Nicola Longobardo*

 

Mons Nicola LongobardoAd un mese di distanza dalla visita del Papa a Napoli, in qualità di Segretario generale del comitato organizzatore, puoi raccontarci come si è evoluta l'organizzazione e cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Di tutta questa esperienza, devo dire che la cosa che più mi ha colpito è stato proprio “il prima” perché ho avuto la possibilità di toccare con mano tantissime realtà presenti nella diocesi che non conoscevo: è stata, per me, la piacevole scoperta di un volto inedito della nostra città. Come spesso accade, purtroppo, siamo portati a vedere solo gli aspetti negativi ignorando le tante cose belle che agiscono silenziosamente e senza clamore. La visita del Papa si è rivelata occasione preziosa non solo per scoprire tutto il bello “nascosto” della nostra terra ma anche per rendermi conto del gran desiderio che tutti hanno di lavorare insieme: una realtà sotterranea che, a volte, fatica ad emergere, un’attitudine che moltissimi possiedono ma che forse hanno vergogna o difficoltà ad esternare.

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