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Tutto quanto aveva per vivere

ac manifesto 2017 18

Il Papa a Napoli

Un cammino tracciato, tanta strada ancora da fare

dae13d2f9512403d171ea60398646d45 Il Papa ha indicato al clero di Napoli, in Cattedrale, uno stile in cui emerge, tra i diversi aspetti, la fraternità sacerdotale, l’essere preti insieme, seguire il Signore insieme, intorno al Vescovo. Come vede il clero di Napoli in questo? C’è qualcosa in cui crescere?

 

Ci risponde S.E. mons. Salvatore Angerami

Vescovo ausiliare di Napoli

Rettore del Seminario

 

 

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Papa Francesco è ancora qui, con noi, a Poggioreale

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di Antonio Spagnoli*

 

«Il Papa, dopo averci salutato uno ad uno, è andato via da Poggioreale, ma solo fisicamente», dice Mimmo, un detenuto di 30 anni circa, con gli occhi inumiditi dalla commozione, «lui sta ancora qui in carcere con noi».
È mercoledì e oggi, come ogni settimana da anni, con Maria Consiglia Amore e Paola Stabile, di Azione cattolica, incontro il gruppo di catechesi che insieme animiamo presso il padiglione Livorno del carcere “Giuseppe Salvia” di Napoli. È qui che ritroviamo Mimmo e gli altri amici. Sono trascorse alcune settimane dalla visita di papa Francesco, ma il Pontefice davvero è ancora negli occhi e nel cuore di tutti quelli che lo hanno incontrato. E credo che ci resterà a lungo.

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Dignità e corruzione

 

papa francesco scampia c ansadi Francesco Del Pizzo*

Due sono i termini, che i discorsi di papa Francesco, in particolare quello di Scampia, portano prepotentemente alla nostra attenzione: dignità e corruzione.

«Ma il problema non è mangiare, il problema più grave è non avere la possibilità di portare il pane a casa, di guadagnarlo! E quando non si guadagna il pane, si perde la dignità! Questa mancanza di lavoro ci ruba la dignità. Dobbiamo lottare per questo, dobbiamo difendere la nostra dignità di cittadini, di uomini, di donne, di giovani. Questo è il dramma del nostro tempo. Non dobbiamo rimanere zitti» (papa Francesco, discorso a Scampia, 21 marzo 2015).

 

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Tutti siamo migranti

   

di don Francesco Soddu*soddu

Dopo l’ennesima tragedia del mare nel canale di Sicilia, esortando la comunità internazionale ad agire,  papa Francesco ha ribadito che «Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre».

Un concetto che il Papa ha espresso più volte, come ad es. nel discorso tenuto a Scampia quando ha sottolineato: “Dobbiamo far sentire ai nostri fratelli e sorelle migranti che sono cittadini, che sono come noi, figli di Dio, che sono migranti come noi, perché tutti noi siamo migranti verso un’altra patria”.

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Educazione: un percorso di speranza

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di Vincenzo Spadafora*

È difficile parlare di speranza in tempi faticosi come questi. Ma forse proprio perché il presente si sta rivelando nella sua complessità e contraddittorietà  (conflitti di credo, di status, di valori e fra chi ha troppo e chi troppo poco), papa Bergoglio ha voluto mandare un messaggio chiaro ai giovani, e non solo a loro, in varie occasioni.  Ha invitato i ragazzi a non farsi rubare la speranza, ha indicato come necessario e non rimandabile un «percorso di speranza», la cui strada è riassumibile in una parola: educazione.

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