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Responsabilità
Antonio Spagnoli



«È doloroso per la Chiesa dover constatare la divaricazione fra la prassi religiosa e l’azione sociale e politica dei credenti. È preoccupante per un paese dover attraversare una crisi di legalità, diffusa nella classe dirigente e nei comportamenti dei cittadini». Così scrivono i Vescovi italiani nel testo del catechismo degli adulti, La verità vi farà liberi.

Qualcuno sosterrà che il testo citato risente del clima sociale e politico dell’epoca in cui è stato pubblicato, la prima metà degli anni novanta, stagione drammaticamente segnata dagli scandali di tangentopoli. Ma, oggi, la situazione può dirsi molto diversa da quella di allora? Si può affermare che la legalità domini nel paese? Si può sostenere che la corruzione nella pubblica amministrazione sia stata sconfitta e che il “voto di scambio” e le “raccomandazioni” siano solo dei brutti ricordi? Sono forse vinti il malcostume dell’abusivismo e l’evasione fiscale? È evidente che l’affermazione dei Vescovi sulla crisi di legalità non può dirsi né vecchia né superata! Ed è attuale anche la divaricazione tra la fede e la vita dei cristiani, ai quali, invece, è chiesta coerenza di vita con il vangelo. Anzi, la dottrina sociale della Chiesa va oltre: insegna che spetta ai cristiani, in particolare ai fedeli laici, inserirsi con responsabilità nel tessuto della società, assumersi compiti temporali e attuarli con coerenza evangelica, spinti dalla carità che muove ad agire secondo la logica del servizio. «Ciascuno esamini se stesso­ – scrive Paolo VI nella Octogesima Adveniens – per vedere quello che finora ha fatto e quello che deve fare. Non basta ricordare i principi, affermare le intenzioni, sottolineare le stridenti ingiustizie e proferire denunce profetiche: queste parole non avranno alcun peso reale se non sono accompagnate in ciascuno da una presa di coscienza più viva della propria responsabilità e da un’azione effettiva. È troppo facile scaricare sugli altri le responsabilità delle ingiustizie, se non si è convinti al tempo stesso che ciascuno vi partecipa e che è necessaria innanzi tutto la conversione personale».


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