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Tempo
Antonio Spagnoli
Il tempo dell’uomo è scandito dal ritmo del lavoro e della festa. Dio, che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, lo chiama non solo a lavorare, ma anche a riposare. Se il lavoro è per l’uomo lo strumento per realizzare se stesso e per umanizzare il mondo, rendendolo sua degna dimora, la festa e il riposo rappresentano quella porzione di tempo di cui si ha bisogno se si desidera davvero vivere da cristiani ogni istante della vita.
Oggi, però, tanti uomini e donne non smettono mai di lavorare. A parte coloro che non possono farne a meno perché costretti dalle condizioni di flessibilità-precarietà del loro lavoro, molti non smettono mai di lavorare perché vogliono assicurare il massimo confort economico alla propria famiglia, ritenendo di assolvere, così, ai propri doveri di coniuge e di genitore. Altri vivono solo per il lavoro perché sono presi dall’ambizione e, incessantemente impegnati a far carriera, finiscono per non aver più tempo né per la propria famiglia né per se stessi. Altri ancora, al contrario, vivono costantemente all’insegna dell’ozio. Per costoro tutto è festa: una festa senza obblighi, un tempo di disimpegno e di ozio che, lasciato vuoto, pesa e opprime la stessa persona che lo vive.
Il tempo del riposo e della festa, invece, è quel tempo necessario che prendo per me, per rigenerarmi nel corpo e nello spirito e per dedicarmi alle persone care. È il tempo della vacanza, è il tempo per la famiglia e gli amici. È il tempo per un’attività di volontariato. È “un tempo propizio per la riflessione, il silenzio, lo studio, che favoriscono la crescita della vita interiore e cristiana”. È il tempo che dedico al Signore, nella preghiera individuale e nella liturgia comunitaria. Vissuta così, la festa non è solo un’occasione di riposo e di svago, ma è l’opportunità di recuperare le dimensioni più profonde del proprio essere e della propria vocazione originaria.
In definitiva, allora, il tempo della festa è quell’esperienza individuale e comunitaria che ci consente di riappropriarci della nostra vita. E di vivere tutto il tempo, quello feriale come quello festivo, in un’ottica cristiana.