immagine sito ac1

Tutto quanto aveva per vivere

ac manifesto 2017 18

Programma

Tutto quanto aveva per vivere (Mc 12, 38-44)
Programma Associativo 2017/2018


Un’associazione bella, coinvolgente, vicina alle persone
è un’Ac attraente anche per chi non ne fa parte.
La qualità della vita associativa, però, passa
attraverso la capacità di intercettare le sfide
che il tempo e le realtà ci propongono.


Centocinquanta anni di storia sono un dono, un’eredità preziosa che chiede di essere custodita. Nel centocinquantesimo dalla fondazione dell’associazione, custodire la memoria di questa storia significa discernere l’essenziale della nostra vocazione originaria ai fini di quella «conversione missionaria» invocata da Papa Francesco per ogni Chiesa particolare, a partire dalle parrocchie. Nell’icona biblica che accompagna il cammino di questo primo anno del triennio, Gesù prende a modello una vedova, il cui cuore è abitato da una fede profonda e radicale in Dio. Questa donna al tempio non dà, come gli altri, le molte monete che avevano, ma le due monetine; getta nel tesoro del tempio tutto quello che aveva per vivere, “tutta la sua vita”, si spoglia di ciò che le era necessario. È l’immagine dell’amore che sa rinunciare a ciò che è necessario, ed essere così una vera discepola di Gesù.
La lettera pastorale del nostro Arcivescovo “Alloggiare i pellegrini” ci richiama alla dimensione del custodire. In primo luogo, custodire la nostra vita in quanto ciascuno di noi è pellegrino in questo mondo; da qui poi la custodia dell’altro perché è mio fratello, e la custodia del mondo che è la nostra casa comune. Il custodire diventa allora accogliere.

 

“Cari amici, di fronte a noi si profila un affascinante cammino. Possiamo riappropriarci dello stile dell’ospitalità della nostra tradizione per creare relazioni nuove e costruttive, ricche di senso umano e cristiano”
(Cardinale Sepe nella Lettera Pastorale Alloggiare i pellegrini).


Alla luce delle priorità che l’Evangelii Gaudium ci consegna, e alla luce dei nuovi orientamenti associativi, e delle indicazioni che il nostro Arcivescovo ci ha dato nella sua Lettera Pastorale sulla quarta opera di misericordia “Alloggiare i pellegrini”, il Consiglio diocesano dell’Azione Cattolica di Napoli, ha provato in questo tempo ad avviare un processo di discernimento, cercando di tradurre in alcuni passi e proposte concrete le scelte e gli obiettivi, e con uno sguardo sempre attento a tutti e a ciascuno, a ciascuna situazione di vita, a ciascuna età. Tre le coordinate dentro le quali si colloca il programma associativo di quest’anno. La prima coordinata è il contesto ecclesiale di questo tempo: viviamo una stagione straordinaria della Chiesa, una stagione esigente. Chiare le indicazioni di Papa Francesco che ci chiede di essere audaci e creativi, e di ripensare la pastorale in chiave missionaria (EG n. 33). Nostro primo compito è quindi stare accanto al nostro Vescovo e ai nostri sacerdoti, e insieme seguire la via tracciata da Papa Francesco con coraggio, saggezza e sapienza. Un tempo bello questo ma anche un tempo nel quale tante problematiche e fragilità (lavoro, politica, ambiente, migranti…) ci interpellano e ci chiedono di essere condivise. Al centro di questo nuovo anno pastorale, l’importante appuntamento del Sinodo dei Giovani sul tema I giovani, la fede, e il discernimento vocazionale, al quale vogliamo prepararci insieme alla nostra Chiesa locale “Occorre ridisegnare il ruolo dei giovani nel tessuto delle nostre comunità e renderli protagonisti della vita sociale ed ecclesiale” (Cardinale Sepe nella Lettera Pastorale Alloggiare i pellegrini). La seconda coordinata è il contesto associativo, che ci richiama a fare memoria grata della nostra storia, storia di corresponsabilità laicale, di appassionata vita ecclesiale condivisa tra laici, pastori e presbiteri, adulti giovani e ragazzi, famiglie, gruppi, tra i vari livelli territoriali (parrocchiale, decanale, diocesano, regionale, nazionale, internazionale). Una storia quindi di sinodalità. Vogliamo rileggere allora la nostra storia per capire quali scelte poter fare oggi per essere all’altezza del nostro tempo. Terza coordinata dentro cui stare è infine il contesto sociale. Il tempo e il contesto ci interpellano, sempre. Puntiamo allora ad una formazione che sia sempre più incarnata nei luoghi che viviamo, e che accompagni i laici a coltivare la passione per il paese, per le nostre città, per il bene comune. “È necessario che l’Azione Cattolica sia presente nel mondo politico, imprenditoriale, professionale, ma non perché ci si creda cristiani perfetti e formati, ma per servire meglio. È indispensabile che l’Azione Cattolica sia presente nelle carceri, negli ospedali, nelle strade, nelle baraccopoli, nelle fabbriche. (Papa Francesco ai partecipanti del Forum internazionale di Azione Cattolica 27 aprile). Ci aiutano in modo particolare a mantenere uno sguardo attento al contesto sociale i Movimenti di AC, che vogliamo e dobbiamo promuovere sempre meglio.
Dentro queste coordinate, in questo primo anno del triennio, alcune prime attenzioni che desideriamo coltivare:
- Curare una promozione associativa forte e incisiva perché siamo convinti che in questo tempo l’essere associazione è il valore e la bellezza di camminare insieme e condividere le scelte.
- Comunicare l’esperienza di vita bella e buona dell’AC, raccontare l’essere e non il fare, uno stile e non un insieme di iniziative, una proposta di vita e non un metodo.
- Valorizzare la dimensione del decanato, quale scelta di metodo efficace della nostra diocesi.
- Curare le associazioni parrocchiali e i legami con i responsabili associativi e gli assistenti parrocchiali.
- Custodire una formazione del laico a 360 gradi, una formazione che parte dalla cura della vita spirituale valorizzando tutti gli strumenti e le esperienze che l’Associazione propone.
- Curare la dimensione dell’apostolato valorizzando progetti di accoglienza e cura delle fragilità e delle periferie nella nostra terra.
- Valorizzare le competenze

 

Per un’AC sinodale – Quattro Commissioni:
1) Napoli tra memoria e futuro
Ricostruire la storia associativa diocesana in preparazione della Festa dell’Adesione 2018
2) La pietà popolare evangelizzatrice
Riscoprire la storia e la forza evangelizzatrice del pellegrinaggio mariano a piedi a Pompei
3) Progetti e Apostolato
Cogliere opportunità sul territorio e per il territorio
4) Racconti e Comunicazione
Mettere in circolo esperienze e buone prassi e strutturare un piano di comunicazione

 

IL MOVIMENTO STUDENTI (MSAC) - OBIETTIVI
Creazione liste MSAC nelle scuole: Individuare ragazzi disposti a proporsi come rappresentanti di classe o istituto
Interazione con altre realtà del territorio: Ex. Workshop di risveglio culturale e consapevolezza del territorio con “Sii Turista della Tua Città” Creare contatti con la Consulta Regionale degli studenti per condividere e realizzare progetti
Punti di Incontro: Proporre attività extraccurricolari Ex. Deserto su temi sociali, attuali
Alternanza Scuola-Lavoro: Sostenere e promuovere l’alternanza, in collaborazione con il MLAC , valorizzando il protocollo di Intesa tra Arcidiocesi di Napoli e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.
Proposte di Primo Annuncio: Testimoniare con l’azione, attività di Annuncio grazie all’ azione sul campo (Volontariato e accoglienza Migranti)
Orientamento per gli studenti dagli studenti: Orientamento chiaro e diretto, dinamico e nozionistico organizzato dagli studenti per gli studenti di terza media e quinto superiore

 

IL MOVIMENTO LAVORATORI (MLAC) - OBIETTIVI
Obiettivi del MLAC nella nostra diocesi: promuovere il lavoro di rete, in particolare con il MSAC sul tema dell’alternanza scuola-lavoro, con l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro e con il Progetto Policoro. Alla luce della Settimana sociale dei cattolici italiani : “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale” - Cagliari 26-29 ottobre 2017, in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la Pastorale e in sintonia con i lavoratori, si intendono favorire momenti di incontro e di preghiera in ambiti particolari, per esempio nelle cappelle della Stella Maris, della Stazione Marittima, o della Stazione centrale. Altro obiettivo sarà quello di far conoscere meglio la figura del Beato Nunzio Sulprizio, proclamato da Papa Paolo VI protettore dei giovani e degli operai. In occasione del duecentesimo anniversario della nascita del Beato, il Santo Padre Francesco ha concesso uno speciale Giubileo, iniziato il 5 maggio 2017 e che si concluderà il 5 maggio 2018. In collaborazione con le associazioni parrocchiali si vogliono poi favorire momenti di studio e confronto del magistero sul lavoro di Papa Francesco, a partire dal seminario nazionale del 7 Ottobre a Roma.

 

Programma diocesano 2017-2018

Appuntamenti